IL PROGETTO REGIONALE CONTINUA: ULTIMI AGGIORNAMENTI

maggio 31st, 2017

Il gruppo che coordina il processo di progettazione partecipata, dopo avere acquisito gli scenari futuri individuali dei partecipanti, li ha utilizzati per elaborare lo scenario collettivo. Ogni  sezione  di questo documento descrive  una specifica criticità  ricavata dagli scenari individuali con tutte le proposte di soluzione pertinenti.

Il processo è proseguito secondo i passi previsti dalla metodologia: trasformazione dello scenario collettivo in un insieme di aree di decisione (problemi) con le loro relative opzioni (soluzioni); individuazione dei fuochi del problema, ovverosia gruppi di problemi  dove le proposte di soluzione sono tutte compatibili e non sinergiche – e dunque tali che i partecipanti possano elaborare  le  soluzioni  proposte per ogni fuoco in modo indipendente, senza correre il rischio che le scelte effettuate nel suo ambito siano conflittuali con quelli di un altro fuoco.

Questi passi sono stati  applicati in prima istanza a quelle parti dello scenario collettivo che riguardano soltanto il quartiere Della Vittoria (gli altri quartieri saranno considerati in seguito). I risultati principali sono riportati in uno specifico documento, dove è descritto anche il percorso che porterà in seguito i partecipanti a scegliere i fuochi di loro interesse e  i tavoli di lavoro in cui li discuteranno, nonchè a elaborare le linee guida da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione.

Il documento descrive in breve anche quella parte del processo di progettazione partecipata che vedrà operare assieme i partecipanti e i membri dell’amministrazione in un processo dove le proposte dei partecipanti, dopo essere state discusse e approfondite in un Forum, potranno essere approvate e realizzate secondo un processo di tipo incrementale.

I RISULTATI DEL PROGETTO “PROCESSI INCLUSIVI NEI PROGETTI DI GENERE DELLA CITTA’ STORICA”

luglio 20th, 2016

Dopo circa nove mesi dall’assegnazione del progetto regionale, l’associazione PSP e i suoi collaboratori hanno consegnato a BIC LAZIO i risultati conseguiti nel processo di progettazione partecipata che ha coinvolto circa cinquanta abitanti degli ambiti urbani interessati.
Una sintesi dei risultati conseguiti è riportata nella nella relazione conclusiva. In essa si specifica che il processo partecipativo non è terminato: i partecipanti e tutti  gli altri cittadini interessati potranno continuare a condividere  il sito www.quartiere.partecipato.it realizzato nel suo ambito per elaborare  la loro proposte da sottoporre all’approvazione delle amministrazioni competenti.

 

COME IMMAGINI LO SPAZIO PUBBLICO DEL TUO QUARTIERE?

novembre 1st, 2015

L’associazione PSP ha avviato da poco il processo partecipato “Racconti dal futuro: come immagini lo spazio pubblico del tuo quartiere?”.
I cittadini, i comitati e le associazioni saranno chiamati a immaginare un futuro desiderabile per alcuni ambiti urbani dei quartieri Trionfale e Della Vittoria e del rione Prati, e a delineare proposte valide, condivise e fattibili per migliorare la qualità della vita dei loro abitanti: dall’ambiente alla mobilità, dai servizi agli spazi pubblici.
Il processo, coordinato da Elena Mortola, Alessandro Giangrande, Lea Angeloni e Romina Peritore, con la collaborazione di Silvia Gnetti dell’Associazione Civico 17,  è parte integrante del progetto “Processi inclusivi nei progetti di genere per la Città Storica” che l’associazione, vincitrice dell’avviso pubblico “Innovazione: sostantivo femminile” promosso dalla Regione Lazio,  realizzerà nei prossimi mesi con la collaborazione dell’unità di ricerca di Milano dell’ITC-CNR. Nel suo ambito sarà sperimentato un metodo innovativo di progettazione partecipata che utilizza anche una piattaforma web: i partecipanti potranno dare il loro contributo sia in presenza sia tramite internet.

IN VISTA DEL GIUBILEO

settembre 21st, 2015

La progressiva trasformazione da turismo individuale a turismo di massa e il Giubileo della Misericordia, annunciato alcuni mesi fa da papa Francesco, rappresentano le sfide che Roma Capitale dovrà raccogliere e affrontare su due fronti: quello dell’emergenza – per l’imminenza del Giubileo – e quello strategico che riguarderà gli anni a venire, quando la città dovrà essere in grado di accogliere adeguatamente una grande quantità di visitatori provenienti da tutte le parti del mondo.

Alcuni membri del Laboratorio permanente di progettazione parte-cipata La Città Storica da una prospettiva di genere hanno voluto condividere i risultati delle loro ricerche con abitanti, associazioni e comitati dei quartieri Borgo, Trionfale, Prati e dalla Vittoria, interessati a riqualificare le zone dei loro quartieri attraversate da uno dei ‘percorsi dell’accoglienza’ progettati da un gruppo di lavoro del Laboratorio. Negli incontri  si è proceduto a contestualizzare gli interventi già elaborati nell’ambito del Laboratorio e a proporne altri che tenevano conto specificamente delle esigenze e della volizioni degli abitanti.  Il risultato di questa operazione è riportato nel documento intitolato GIUBILEO OGGI, ROMA DOMANI.
Il documento è stato illustrato l’8 luglio scorso a Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio Roma 1, assieme a un documento di sintesi in cui sono indicati gli interventi prioritari per importanza e urgenza. Nell’occasione la presidente ha dichiarato pubblicamente la sua volontà sostenere le proposte dei cittadini nelle sedi opportune, anche se le difficoltà di ordine economico, normativo e politico sembrano ormai lasciare poco spazio agli interventi proposti, considerando anche il poco tempo che ormai ci separa dall’inizio del Giubileo.

LA RICERCA DEL LABORATORIO “LA CITTA’ STORICA DA UNA PROSPETTIVA DI GENERE”: PRIMI RISULTATI

aprile 28th, 2015

DBC_locandinaAlessandro Giangrande ha partecipato al convegno intitolato Il  Laboratorio permanente “La  Città Storica da una prospettiva di genere” presenta i primi risultati delle sue ricerche, che si è svolto il 22 aprile 2015 presso la Casa della Città di Roma.

Il suo intervento, intitolato pianificazione e progettazione strategica partecipata, descri-ve in sintesi i documenti di carattere metodologico che sono stati prodotti negli ultimi due anni dal Laboratorio e che sono stati pubblicati  in altri articoli di questo sito. L’intervento descrive anche una nuova procedura che consente di contestualizzare a uno specifico ambito urbano il quadro strategico definito alla scala dell’intera Città Storia, assieme a una proposta di rigenerazione di una zona dei quartieri Prati e Della Vittoria, che è stata illustrata in dettaglio da Elena Mortola nell’ambito del convegno.

LE LINEE GUIDA PER LA PARTECIPAZIONE A ROMA

marzo 25th, 2015

Con queste  linee guida il gruppo di lavoro sulla Partecipazione – di cui Alessandro Giangrande fa parte con una decina di membri di Carte in Regola –  intende  proporre  alcuni principi ai quali  le istituzioni (Roma Capitale e i suoi Municipi)   possano fare riferimento per elaborare i regolamenti che disciplinano la partecipazione del cittadini alle decisioni che riguardano il governo  della città metropolitana. Il documento vuole essere  solo l’inizio di un percorso che è iniziato circa tre mesi fa e  si completerà nell’arco dei prossimi mesi attraverso  una serie di incontri nei diversi ambiti territoriali, da organizzare insieme a comitati, associazioni e municipi, per poi concludersi con l’elaborazione di una proposta di delibera quadro sulla partecipazione a Roma.

CONOSCI SILVIO CECCATO?

febbraio 28th, 2015

Silvio Ceccato (1914-1997) è il massimo studioso della mente del secolo scorso. Paradossalmente, sono ancora assai pochi coloro che  ne conoscono a fondo il pensiero.

Il quadro operativo della vita mentale concepito da Ceccato è rivoluzionario: sia in ambito epistemologico, dove Ceccato confuta l’idea diffusa che la conoscenza sia il riflesso di una realtà o natura di per sé sussistenti che prescinde dalle operazioni mentali del percipiente; sia in neurobiologia dove, a suo avviso, l’individuazione e la formulazione delle domande che la riguardano dovrebbero sempre essere precedute da una descrizione non metaforica e positiva in operazioni dettagliate dell’attività mentale.

Ma il contributo di Ceccato riguarda anche molti altri aspetti del pensiero e della vita.
Sostituire la consapevolezza operativa a una mente “magica”, o intesa come un black box (e dunque, per definizione, imperscrutabile al suo interno), o indebitamente identificata con con gli organi che ne costituiscono la base fisica e le permettono di operare (cervello, sistema nervoso), apre tra l’altro a un nuovo modo di concepire i valori. Ad esempio, il valore di una cosa, secondo Ceccato, non è  dato a priori: esso si costituisce ponendo la cosa in un rapporto, per la sua possibilità o meno di soddisfarlo.  In altri termini, il valore è il risultato di un’operazione  mentale che riconosce o meno nella cosa considerata determinate caratteristiche coerenti con  i diversi “atteggiamenti mentali” che, consapevolmente o meno, modellano in modi diversi il nostro mondo percettivo, rappresentativo, categoriale e di pensiero, e che si possono analizzare in singole operazioni mentali.   Ceccato  ha analizzato circa 40 atteggiamenti : da quello etico a quello estetico; da quello economico a quello scientifico; da quello antagonistico a quello ludico; ecc.

Ho conosciuto di persona Ceccato all’inizio degli anni ’70, apprezzandone da subito il pensiero. Circa 20 anni dopo ho ritenuto di dover condividere la conoscenza di questo pensiero con i miei studenti del corso Teoria dei modelli per la progettazione che ho svolto presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza”. Allo scopo ho scritto una dispensa didattica intitolata Appunti per una teoria della valutazione della qualità del paesaggio e dei progetti di architettura dove le teorie sviluppate da Silvio Ceccato sono descritte con un certo dettaglio.

Dopo altri 25 anni, avendo constatato che Silvio Ceccato è ancora avversato (più spesso: ignorato) dalla quasi totalità degli esponenti della cultura scientifica e filosofica corrente,  ho deciso di ripubblicare la dispensa su questo sito, nella speranza che le persone non condizionate da interessi economici o accademici, dall’inerzia delle vecchie idee sbagliate che persistono, ecc. vogliano leggerla e capiscano l’importanza di Ceccato,  dei risultati teorici e pratici da lui conseguiti.

Quasi sempre il progresso della conoscenza non procede affatto in modo lineare e la comunità scientifica è ancora lontana dall’essere quella “società aperta”, come la concepiva Popper. In molte epoche è successo che certe teorie innovative siano state ignorate per molto tempo, prima di essere riconosciute universalmente valide, anche se perfettibili.  Spero che ciò possa accadere in un prossimo futuro anche a Ceccato.

IL LABORATORIO PERMANENTE DI PROGETTAZIO-NE PARTECIPATA “LA CITTA’ STORICA DA UNA PROSPETTIVA DI GENERE”

dicembre 22nd, 2014

L’ attivazione del Laboratorio (9 maggio 2014) consegue dal successo del workshop promosso dalla Consulta dei Beni Culturali dell’Ordine degli Architetti P.P.C di Roma e Provincia: La Città Storica. Vivere tra passato e futuro. Nuove strategie, che si è svolto presso la Casa dell’Architettura di Roma il 15 aprile 2013.

L’arch. Virginia Rossini, presidente del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Ordine e direttrice del Laboratorio, ha delegato Elena Mortola a coordinare le attività del Laboratorio e Alessandro Giangrande a gestire sotto il profilo metodologico i processi di progettazione partecipata che si svolgono nel suo ambito.

Il Laboratorio permanente si farà carico di sviluppare e approfondire le proposte e le soluzioni emerse durante il workshop e mettere in atto le strategie necessarie per contribuire a realizzarle, coordinandosi con le iniziative di prossima attivazione o già attivate dall’amministrazione di Roma Capitale, in accordo con le istituzioni territoriali sovraordinate.

I risultati finora conseguiti dal Laboratorio, in continuità con quelli raggiunti durante il workshop, sono sintetizzati nei due documenti Il workshop: partecipazione e fasi e Strategic Choice per la Città Storica di Roma.

Le attività di ricerca e di elaborazione progettuale per la Città Storica di Roma sono tuttora in corso.

IL CORSO “HUMAN ORIENTED DESIGN”

febbraio 24th, 2014

Il 18 febbraio 2014 è iniziato il corso Open PISM (Progettazione Interattiva Sostenibile e Multimedialità), ideale continuazione on line dell’omonimo Master Internazionale di 2° livello attivato dall’Università Roma Tre dal 2005 al 2011.
Il sottotitolo del corso è Human oriented design.
Gli argomenti trattati nel corso sono: pianificazione strategica, progettazione partecipata, sostenibilità, fattibilità, neurofisiologia e psicologia ambientale, disegno biofilico, ergonomia. Nel suo ambito è previsto un design studio in presenza intitolato Tracce di memoria e futuro dei luoghi, che si svolgerà a Portofino (GE) tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

figura open PISM 4 bis

Il corso è coordinato dai proff. Antonio Caperna, Alessandro Giangrande ed Elena Mortola, è gestito dall’associazione culturale PSP (Progettazione Sostenibile Partecipata) e da ISB (International Society of Biourbanism) ed è patrocinato dal Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, dal Built Environment Research Group dell’University of Derby (UK) e  da WWF Italia.

Per maggiori dettagli vedi il programma del corso.

PROGETTAZIONE PARTECIPATA: LA COSTITUZIONE DI UN CONTESTO PUBBLICO

febbraio 16th, 2014

Intervento di  A. Giangrande al convegno organizzato da Carte in Regola “Pertecipazione, davvero” che si  è svolto al cinema  Tiziano di Roma  (11 febbraio 2014).

La validità di un processo partecipativo è spesso contestata quando il numero   dei partecipanti è scarso rispetto alla totalità dei soggetti potenzialmente interessati. Per contro è raro che i risultati del processo siano invalidati per la scarsa competenza dei partecipanti. Ciò non significa che in un processo partecipativo si debba abbandonare del tutto il principio di rappresentanza per passare a un sistema di scelta e di decisione basato sulla competenza: occorre piuttosto contemperare questi due principi, avendo bene in mente che la rappresentanza presuppone erroneamente (o, se si preferisce, utopicamente) l’uguaglianza dei partecipanti; mentre il principio di competenza, se malamente applicato, può comportare derive tecnocratiche.

Un processo di progettazione partecipata, dove entrambi questi principi – rappresentanza e competenza – hanno ditritto di cittadinanza, dovrebbe identificarsi con un processo di costituzione di un contesto pubblico (un concetto già espresso da Dewey); cioè un processo capace di “generare” una popolazione che si raggruppa intorno a un particolare problema di cui condivide una conoscenza comune che viene perfezionata e trasformata collettivamente in azione. In questo processo si riconosce che la razionalità non è un requisito del solo esperto, che ne dovrebbe custodire i canoni e le applicazioni: si tratta sempre di una razionalità di processo che coinvolge molteplici attori – esperti e non – nell’interazione, nella sperimentazione e nel mutuo apprendimento.

Questi concetti sono approfonditi, in termini teorici e pratici, nel testo completo dell’intervento.